sabato 14 maggio 2011

Lavorare è meno noioso che divertirsi.

E anche la mia precaria esperienza di commessa presso Benetton sembra arrivata alla fine.
Va beh, mi mancherà la terribile musica ossessiva un po' film porno anni '80 un po' pop un po' niente, del tipo che mi sono sempre chiesta: ma certi cantanti/musicisti come cazzo campano, se in vita mia non ho MAI, dico MAI, incontrato nessuno che ha comprato un loro disco, quelle tizie tipo Lene Marlin che ti han buttato fuori un singolo 10 anni fa e bon, poi basta? Ebbene, queste tizie campano grazie ai diritti perché nei negozi c'è questa "music box" che mixa i loro improbabilissimi testi+musica, trasformando il tutto in una sorta di non-colonna sonora, quelle robe, per intenderci, che senti ma non ricordi; quelle robe che, uscita dal negozio in questione, non sei assolutamente in grado di ricordare se c'era musica, oppure no.
Comunque.
- gli uomini, quando devono acquistare un paio di mutande, ne tastano la tenuta con la mano a pugno infilata dentro. Ovvero: afferrano la mutanda con la sinistra, infilano la mano destra a pugno e danno due botte decise. Come se avessero tutti l'uccello di piombo, praticamente.
- gli uomini, anche quelli alti un metro e venti, NON acquistano mutande taglia Small.
- le donne evidentemente in sovrappeso che ti chiedono una taglia piccola sono state spesso menzionate, aggiungerei quelle che riescono, restringendosi tutte (trattenendo il fiato, stringendo fortissimo le chiappe) a entrare in un taglia 38 pur avendo una 46, a indossare il vestito e che poi ti guardano con aria trionfante, come per dire: "Visto? Avevo notato la tua faccetta basita da commessa stronza, sai, quando ti ho chiesto la 38! Vedi un po' se non mi va!". La domanda che mi pongo è: ma poi tu vai in giro tutto il giorno così? Che se ti parte uno starnuto ti si strappa tutto da dosso tipo "Hulk" quando si incazza?
- le donne che sentono all'improvviso un disperato bisogno di una maglietta, di solito sono attratte come mosche dai negozi in chiusura. Le donne che hanno sudato terribilmente, di solito sono attratte come mosche dalla prova di magliette in camerino.
- le donne che entrano in negozio per cazzeggiare, con l'aria annoiata, che parlano al telefonino e con estrema nonchalance ti disfano pile e pile di magliette appena piegate, ma non per osservarne modello e taglia: no, loro afferrano la maglietta e la buttano di lato della pila, sempre parlando al telefonino. Di solito hanno anche un'aria sprezzante.  Una sorta di riflesso spontaneo.
- quando ero piccola non volevo mai andare in giro a fare acquisti con mia madre, perché, arrivati al momento del pagamento, fossimo alla Rinascente o da Peppina sotto casa, mia mamma CHIEDEVA LO SCONTO; io volevo seppellirmi. Ebbene, questi personaggi esistono tutt'ora, e sono tanti.
- in questo periodo meritano menzione i gruppi di pellegrini che visitano Roma, che entrano indossando la maglietta "Lourdes" con il piglio di uno che indossa una maglietta dei Ramones, e che han solo bisogno di sedersi, mica comprano qualcosa.
- esistono donne lontane anni luce dal gusto, ma del tipo che ti chiedi di quale forma di malattia mentale soffrano perché in realtà il loro non è abbigliarsi, ma provocare, e non nel senso sessuale del termine: moderne Calamity Jane alte 120 cm in stivali texani che spuntano da un tripudio di rouches, pupazzetti attaccati al telefonino, reggiseni con la spallina in silicone che segnano spalle abbronzatissime, zeppe improbabili che ti fanno sembrare quelle basi in piombo a cui i venditori di palloncini attaccano la merce. Il tutto in aggiunta a terrificanti unghioni spessi e rozzi e brillantinati, righe del culo in esposizione, panze flaccide, finte borse Vuitton su tute di vellutino dagli improbabili colori made in bancarella...

Mi mancherà, questo lavoro.

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