mercoledì 9 novembre 2011

Una fantastica risposta alla crisi: la guerra tra poveri.

... come ho fatto a non pensarci prima! Per sfogare la propria indignazione, invece di agire, cosa c'è di meglio di una bella e sana guerra tra poveri?

Stamattina io, precaria che si barcamena tra 85 lavori, qualcuno sottopagato, qualcuno semplicemente umiliante, qualcun altro buono, sono arrivata in uno dei sovracitati posti di lavoro con 40 minuti di ritardo: per questo, ringrazio sentitamente i dipendenti METRO, che non trovano altra soluzione se non quella di fare pagare i loro (per carità, non parlo dei loro diritti che sono legittimi, legittimissimi, legittimerrimi) problemi con l'azienda a poveri cittadini cotretti a prendere quella cosa orrenda che, a Roma, si ostinano a chiamare "metropolitana", che della metropolitana vera non ha nulla, ve lo dice una che la metropolitana vera l'ha presa.
Io, donna fieramente schierata a favore dei diritti dei lavoratori, ora sono stufa, incazzata, imbufalita: e se, da una parte, so benissimo che gran parte della responsabilità è da attribuire ai dirigenti che andrebbero cacciati con un gran calcio nel culo e SENZA liquidazione, dall'altra comincio ad averne i coglioni pieni anche di questi macchinisti qua. Perché è vero che saranno pure incazzati per gli straordinari non pagati e tutto, ma è anche vero che queste forme di protesta danneggiano solo le ultime ruote del carro e quelli che contano continuano paciosamente a trastullarsi nelle loro auto, blu e non. Volete danneggiare l'azienda sul serio? Aprite le banchine, fate passare tutti senza biglietto, distribuite volatini, fate sapere alla gente. Così è troppo facile: lo sciopero fisso un venerdì al mese è una forma di protesta talmente blanda in un senso e danneggiante nell'altro che forse andrebbe, finalmente, rivista. A meno che non si decida che questa è la forma di protesta più "semplice", ma cari macchinisti, caro personale Atac, ve lo dice una che vi è vicina: mettetevi una mano sulla coscienza.
In un periodo come questo, quello che fate mette seriamente in crisi la vita lavorativa di molti, troppi poveracci.

Ora scappo, il forum del PDL è troppo divertente, devo assolutamente finire di leggerlo. Provare per credere: vi si possono trovare chicche del tipo "L'Italia è piena di traditori, del resto basta vedere Carla Bruni che ha sposato uno straniero", oppure il topic del complotto comunista che sta facendo sì che le Borse stiano fingendo tutto, solo per mandare via Berlusconi.
è meglio di Spinoza, giuro.

sabato 24 settembre 2011

Gli Orrrrrrori del nostro Tempo.

Settembre 2011: per l'estetica di Roma, sicuramente la stagione peggiore. Non fa caldo non fa freddo anzi: la mattina è freschetto, a mezzogiorno puoi girare tranquillamente in t-shirt perché si superano alla grande i 30 gradi, la sera torna freschetto, e cosa c'entra con l'estetica? C'entra, c'entra, perché è tutto un tripudio di pinochietti estivissimi magari in lino abbinati a maglioni di lana, tentativi disperati di rianimare un'abbronzatura che ormai è defunta, treccine, maledette treccine da villaggio vacanza Santo Domingo, tatuaggi all'hennè (:certo:) in tentativo di rianimazione, uomini che si ostinano a seguire il calcio, MarieStelle Gelmini in evidente stato confusionale che rilasciano dichiarazioni sui neutrini nei tunnel e zoccolette dall'aspetto volgare che dichiarano che se sei una racchia te ne devi stare a casa e punto.
Capisco, comunque, perfettamente lo stato d'animo di tutti e voglio essere un po' più tollerante. Stiamo passando un pessimo periodo: l'elettorato di Berlusconi forse si sta cominciando a rendere conto che siamo lo zimbello del mondo intero e che presto le conseguenze del loro voto cadranno anche sulle loro teste, se questo non è già avvenuto. Lo metterò nei miei propositi per il 2012: DEVO ESSERE MORE TOLLERANTE; d'altra parte, anche io ho avuto uno svarione e mi sono comprata un paio di zeppe simil ortopediche che non metterò mai in un attacco di pazzia, al posto di un bel paio di francesine che avevo adocchiato, ma in quel momento ho scelto le ortopediche perché mi sentivo fashion, forse è stata l'influenza di quell'enorme centro commerciale (i centri commerciali di solito mi annoiano terribilmente, Roma Est mi ha terrorizzata: tutto è enorme, le pareti, i negozi, il mio ego ha perso il senso dell'orientamento.).
Eccezioni alla mia tolleranza:
Questo modello di "scarpe".  Dovrebbero fare una legge per vietarle. Idem le scarpe basculanti, che vedi tutti 'sti culoni che all'improvviso si sentono sodi grazie alle scarpe basculanti ondeggiare e ondeggiare.


Mi dichiaro acerrima nemica della nail art, che fa sentire un po' tutte le sfigate un po' Lady Gaga, un po' ninfetta di Palazzo Grazioli.


Gli uomini Fashion. Le sopracciglia depilate.  Il cardigan scollato con il petto in vista. Gli ideogrammi cinesi tatuati. Per carità, per pietà: basta.

Buona domenica.

giovedì 25 agosto 2011

Ma di che cazzo stiamo a parlà?

Escalation di violenza a Roma: per il Sindaco è colpa delle fiction.

:certo: come hanno fatto a non pensarci prima negli altri Paesi, quando hanno avuto problemini tipo le favelas o i london riots?
In effetti anche io uso girare vestita da cavaliere Jedi e ripongo nella borsa, al posto dell'ombrello, la spada laser perché sono fan di Star Wars.
Ho anche provato a pijarme Roma in quanto innamorata platonicamente del Freddo (che ho scoperto esistere, è un attore, si chiama Vinicio ma non so se tirerebbe live coltellate a un eventuale rivale in amore, quindi non so se mi interessa); chi non ha provato a far fuori qualche sbirro, suvvia, dopo aver visto fiction e film, pensate che io ho letto anche il libro quindi sono ancora più motivata. Avete notato tra l'altro che le puttane si stanno tutte sposando con qualche ricco boss della zona?
Ah, l'effetto Romanzo Criminale.
Praticamente Mr Alemanno ha vinto le elezioni parlando di sicurezza e adesso che il suo amico Silvietto ha fnito di fare tagli con l'accetta alla Pubblica Amministrazione e il personale di Polizia e Carabinieri non basta più, si stende sotto la scrivania in posizione fetale e frigna dando la colpa alle fiction.
Alemà: il fatto che a Roma non funzioni veramente un cazzo, dai mezzi pubblici agli ospedali, a chi lo imputiamo, a Elisa di Rivombrosa?
Sempre più inacidita e indignata,
Francesca

lunedì 8 agosto 2011

VASCO, BLASCO CARISSIMO!

Vasco, carissimo Vasco Rossi, compagno della mia adolescenza e della mia prima gioventù, questa è una lettera aperta per te, che hai allietato tantissimi momenti della mia vita, che non scorderò mai.

Vorrei chiederti di smetterla.

Per spiegarti cosa intendo, mi tocca partire da questioni che posson sembrare lontane, ma che in realtà sono affini. Per anni i giornalisti musicali hanno giocato su una presunta competizione, non si capisce bene su quali basi, tra te e il "Liga" nazionale. E qui IO dico: NO! No, perché il Liga è sempre stato la pallidissima imitazione del Bruce americano, il Liga non è altro che colui che scrive canzoni legate a un immaginario bovaro, la Bassa, i giovani che aspettano la Festa de L'Unità e intanto si sbronzano e passano pomeriggi interi davanti a un biliardino: la noia. Il nostro bovaro romagnolo descrive la noia, annoiando.
Ma tu no, tu avevi personalità, tu ci hai lasciato canzoni vere, piene di sentimento e cinismo e poesia, spaccati di vita vera, situazioni in cui spesso ci siamo trovati. Ci hai raccontato storie di ragazze borderline eppure così normali e presenti, ci hai raccontato con senso dell'umorismo le nottate alcoliche e drogate, ci hai fatto ridere con certi gesti plateali, come al Festival di Sanremo. Ci hai fatto pensare all'orrore della violenza prendendola per il culo, sdoganandola... i bambini dell'asilo, stanno facendo casino.
E poi?
E poi ti sei rincoglionito. Perdonami il termine, ma un po' sei stato tu a dire che dobbiamo avere un animo rock, che dobbiamo chiamare le cose con il loro nome.
Hai cominciato a cantare canzoni veramente di merda e senza significato. Hai rifatto CREEP dei Radiohead inventandoti un testo in italiano, come fa Venditti. Cazzo! Venditti Antonello, quello che canta "lo so lo sai il tempo vola ma quanta strada per rivederti ancora"! Io capisco tutto, capisco che la depressione è una brutta bestia, capisco anche che se fossi ai tuoi livelli proverei orrore e raccapriccio davanti a certi fans che solo tu riesci ad avere, gente che si fa il tatuaggio con le frasi delle tue canzoni, gente che ha 18 dischi a casa (17 tuoi) e che di musica non capisce un cazzo di niente, gente che pensa che i Radiohead abbiano rifatto una tua canzone, gente che non ha capito bene cosa significhi "rock" ma che sente di avere un animo rock perché una volta all'anno viene a vederti in qualche stadio e può urlare "EEEEEEEEE" assieme a te con una bella canna e una birra in mano, che ha la macchina tappezzata di roba kitsch comprata ai tuoi concerti. Cose senza senso, così. Gente che ti viene a fare le scritte fuori da casa.
Però, cazzo, così, su youtube, pelato, grasso, con le occhiaie, perdonami, non ti si può vedere. A meno che non sia veramente una strategia per far sì che questa massa di fans lesi nel cervello approdino su altri lidi, magari in trattore fino a Reggio Emilia a sorbirsi le minchiate del Liga nazionale.
Veramente, basta annunci plateali, non voglio vederti così. Sembri Platinette senza trucco.

Con affetto (vero)
Una tua fan (vera)

giovedì 16 giugno 2011

Il Popolo cafone - bestialità 2011

Ed ecco che l'arrivo dell'estate ci rende tutti un po' tamarri.
Ogni anno, col caldo, l'ormone protosexy si risveglia con un ruggito negli esemplari di sesso femminile e, noto, mio malgrado, ultimamente anche in quelli di sesso maschile che, evidentemente, ci vogliono superare in brevissimo tempo, pur non avendo il retaggio culturale che noi donne ci portiamo appresso, grazie alle icone alla Nina Moric.
Tutto un tripudio di donne lampadatissime si ostinano a indossare roba sbracciata o addirittura senza spalline CON IL REGGISENO a vista!  Gli uomini del resto si ostinano a depilarsi le sopracciglia, alcuni osano addirittura lo stile Mina. Una cosa agghiacciante che ho avuto la sfortuna di notare in più soggetti, in questo periodo, è la pedicure con unghie dei piedi lunghe, a punta, lo smalto e tutto il resto... spesso la bruttura di queste pedicure è valorizzata da pellaccia gialla e cipolla in vista. Anche perché si tratta di una questione di età, non solo di stile: l'esercito di MILF si scatena di brutto proprio in questa stagione, la divisa comune è fatta di silicone, colori improbabili, luccichii e sbarluffi.
Pare, tra l'altro, che si stia diffondendo a macchia d'olio la moda malsana di affittare una limousine o un hammer per una sera. Perché tamarro non è solo vestire, tamarro è un'attitudine: e allora vuoi mettere farti le foto su una limosuine con le amiche in tenuta da sommossa sorseggiando spumantino e ostentando un divertimento che boh (sulla questione "il divertimento stare sedute tutte assieme, a fare cosa?, su un'auto lunga lunga e bianca bevendo spumantino o prosecchino dal chic cestello" bisognerebbe aprire un topic a parte).
D'altra parte, cosa ci si può aspettare in un Paese dove, in piena recessione e con Brunetta che si permette di volgere le spalle a una lavoratrice rea d'esser precaria, insultandola anche, al Tg "istituzionale" parlano, in successione di: manieri acquistati da ricche ereditiere e prova-costume imminente? Il buon gusto passa anche dalla cultura. Ci vuole una base che parte dallo spirito critico per farsi l'occhio su queste cose, per non lasciare che queste "mode" ci caschino in testa e non subirle passivamente. Ma se la cultura non c'è?

giovedì 2 giugno 2011

Viaggi di ordinaria follia.

Quando sono venuta a vivere a Roma, la cosa che mi ha stupito di più è stato notare che, nonostante la città sia bellissima e sia veramente un piacere camminare il più possibile per potersi guardare attorno, i romani prendono molto più spesso la macchina, anche per fare percorsi che a me sembra ovvio fare con i mezzi pubblici.
C'è una sorta di rassegnazione condita con un pizzico di pigrizia, perché l'affermazione comune è: "A Roma i mezzi non funzionano, e sono obbligato/a a prendere la macchina.". Punto.
Ora, io non sono una che accetta a capo chino tale lapidaria conclusione e, un po' anche perché per lavoro sono costretta a girare molto, moltissimo, ho deciso di sfidare la sorte e viverli, questi mezzi pubblici.
Conclusione: a Roma i mezzi pubblici non funzionano.
Nononstante la super metropolitana senza guidatore (che mi guarderò bene dal prendere, e cercherò di spiegare perché), nonostante i super lavori di ritrutturazione sempre in atto, nonostante il flusso ENORME di turisti, i mezzi a Roma sono ai livelli del terzo mondo, e ogni giorno sembra che i piani alti si inventino qualcosa di nuovo per peggiorare la situazione. Ma si divertono?
Lavori di ristrutturazione presso la stazione Termini: è ormai passato più di un anno, e cercare di prendere una metropolitana a Termini rimane un'impresa titanica; ho cronometrato quanto tempo ci vuole, a passo svelto, per raggiungere la Linea A dalla superficie. Almeno 9 minuti, tra cuniculi, lavori in corso, deviazioni, scale mobili guaste e masse enormi di persone che spingono e cercano di scendere o raggiungere la superficie. Pensate stia esagerando? Date un'occhiata a questo filmato.



Alemanno ha fatto un gran campagna sulla sicurezza, imputando i problemi di Roma agli extracomunitari. Non so perché, ma io passo da Piazza Vittorio, quartieri multiculturale e multirazziale, praticamente tutti i giorni a tutte le ore ma è quando mi capita di prendere la Metro a Termini che temo veramente per la mia incolumità. In tempi come questi, basterebbe un urlo di un pazzo qualsiasi per scatenare il panico.
Va beh. Comunque. Andiamo avanti.
L'esperienza autobus sostitutivo (sempre a causa dei lavori in corso, dalle 21 in poi la Metro chiude e viene sostituita dai famosi "MA1" e "MA2", bus navette) è qualcosa di sconvolgente, da fare almeno una volta nella vita: in teoria dovrebbe sostituire le corse della metropolitana. In realtà ne passa, se tutto va bene, uno ogni quarto d'ora: strapieno, spesso e volentieri non si riesce nemneno a salire e si passa al successivo.
Ecco il famoso MA1, bus navetta sostitutivo, ieri sera attorno alle ore 23: la foto non rende ma posso assicurarvi che si respirava a malapena.

Sarrebbe il caso di stendere un velo pietoso sul servizio extraurbano Cotral (sì, quello dell'autista che guidava coi gomiti mentre si configurava i telefonini): una corsa ogni 30 minuti che spesso e volentieri salta, senza avvisi nè niente. Personale spesso maleducato ai limiti dell'inciviltà. Giustificazione comune, che carpisci qua e là: il personale è frustrato perché fa un lavoro di merda. Ah.
Potrei andare avanti all'infinito ma sono le conclusioni che mi premono.
In primis mi chiedo perché percepisco un simile atteggiamento rassegnato. Non ci si indigna nemmeno più davanti a cose che dovrebbero quantomeno scatenare discussioni, almeno quello. La giustificazione che va per la maggiore è che Roma è una città strutturata in un certo modo e che quindi "è già troppo se si riescono ad avere metropolitana e mezzi pubblici". Eh, no! Cari miei, questo è quello che vogliono farci credere. Si passa, conseguentemente, alla conclusione: "prendo la macchina che è meglio". Ora, io penso per una serie di motivi (politici e pratici) che le auto siano veramente diventate la rovina del mondo e che l'abuso delle stesse (per carità, anche io se proprio ne ho la necessità giro in auto, ma capita una volta al mese!) peggiori notevolmente la qualità della vita, dell'aria, dell'aspetto delle città: questo grigiore diffuso, questo caos, queste macchine parcheggiate ovunque...  penso anche che chi prende i mezzi ha poco potere e non viene ascoltato proprio perché la maggior parte delle persone è ormai rassegnata e accetta a capo chino uno schifo simile. Ma a pagarne le conseguenze siamo noi, l'imbruttimento delle città lo paghiamo noi, con la nostra salute mentale e fisica, con i nostri soldi!
è così sbagliato sperare in una città con un servizio che funzioni, è così sbagliato pensare che sarebbe il caso di investire e vigilare su queste Società che prendono in mano gli appalti e poi non onorano gli impegni presi?
Sarebbe proprio sbagliato pensare che un giorno Roma venga restituita alle persone che vogliono passeggiare, godersi le meraviglie di una città che offre migliaia di angoli stupendi, che cambiano anche solo grazie alle variazioni di orario e di luce, come in un enorme progetto impressionista?

E io dovrei salire tranquilla, tranquilla su un vagone automatizzato senza guidatore, in una città che non riesce nemmeno a gestirsi gli autobus? Naaaaa.

Alemà... con tutto il rispetto per il tuo modo di pensare (ma anche no...)...
OMISSIS.

lunedì 30 maggio 2011

è mio dovere.

Ringraziare i miei milanesi che hanno dimostrato di avere il coraggio di cambiare radicalmente in nome di un'eguaglianza sociale che andava scemando.
Ringraziare i napoletani per le loro intenzioni, la loro dignità e il loro orgoglio.
Essere felice, provare di nuovo speranza per il futuro.
Pensare che la rassegnazione al fatto che, in questo Paese, solo le povere galline che la danno via per ottenere qualcosa in cambio, potessero ottenere qualcosa, è stato un atteggiamento mentale vigliacco.
Rendermi conto che una Moschea non è un dramma, che convivere con persone che parlano una lingua diversa dalla mia, che hanno una cultura diversa dalla mia... è arricchimento. L'unico scoglio che non riesco a superare è capire come ci si possa far indirizzare da una religione, qualunque essa sia, da dogmi e irrazionalità.
Ringraziare tutti coloro che, nonostante tutto, a testa bassa, portano avanti le proprie idee, che vogliono un futuro proprio, non condizionato dal padrone che ti prende sotto l'aluccia.
Ringraziare le varie Santanché e compagnia bella, che, inconsapevolmente, hanno remato contro il loro partito di servi e ladri e puttane.
Pensare che forse, un giorno, la gente la smetterà di dare retta a potenti e preti e cominci seriamente a pensare che quel che un uomo o una donna fanno a letto con il proprio partner non è un affare di stato.

Lo sapevo, da tanto tempo, ma non capivo perché queste cose non venivano URLATE. Avevo troppa stima nei confronti degli italiani per convincermi seriamente che fossero tutti come Berlusconi e la sua cricca.

Niente, così, questo è un post un po' scemo e banale e superfluo ma me lo tengo per le giornate tristi, perché alla fine, quando la gente la prendi per il culo, anche se non è ricca e potente, alla fine si incazza e ti manda a casa.
In memoria di tutti coloro che hanno lottato per un'Italia migliore.

E adesso, abbiate la dignità di levarve dal cazzo, suvvia.

lunedì 23 maggio 2011

L'invasione degli Ultravenditori di Aria Fritta.

Io di solito mi schiero sempre a favore dei lavoratori ma comincio a nutrire dei seri pregiudizi nei confronti di chi lavora come venditore in determinati frangenti.
C'è qualcosa di profondamente perverso e inaccettabile in chi ti chiama a casa per proporti, consapevolmente, fuffa. O in chi ti ferma al centro commerciale, per strada, ovunque, per proporti, consapevolmente, fuffa.
Il problema è  che questa gente mi chiama CONTINUAMENTE (ma siamo a quota 3/4 volte al giorno, sempre o quando sono al cesso o mentre sto stai sonnecchiando sul divano) a casa per propormi l'inculata di turno (l'adsl senza limiti a 50 centesimi al mese, che ti attaccano, se tutto va bene, dopo 4 mesi lasciandoti senza linea nel frattempo, ad esempio). E mi chiamano anche con l'arroganza di chi vuole per forza parlarti, scavare un buco nella tua coscienza, a volte farti sentire un po' in colpa perché stai perdendo l'offertona del secolo.
Io lavoro precaria che più precaria non si può, ma a questo tipo di lavoro dico: "NO", perché non accetto di vendere fregature agli altri in primis, e perché questo sistema è responsabile, a mio avviso, della rovina del mondo, perchè è consumismo puro.
Se voglio cambiare linea adsl o contratto dell'energia elettrica o telefonino, MI INFORMO IO. Non voglio che qualcun altro crei questo desiderio. Sono stufa del fatto che semplici oggetti e situazioni si siano trasformati in oggetti del desiderio, che i concerti si siano trasformati in eventi, che le offerte siano diventate tutte imperdibili.
E chi accetta questo tipo di lavoro dovrebbe farsi un esame di coscienza: entrare nelle case in questa maniera così prepotente, cercare di convincere persone, magari un po' sprovvedute, a comprare gli pseudoservizi che offre... ripeto: c'è qualcosa di perverso in tutto questo. Mi ricorda la guerra tra poveri: frego gli altri perché ho bisogno di lavorare. Sono, peranto, giustificato. 
Chissà perché, sento che in tutto questo c'è lo zampino di Pisapia, comunque.

sabato 14 maggio 2011

Lavorare è meno noioso che divertirsi.

E anche la mia precaria esperienza di commessa presso Benetton sembra arrivata alla fine.
Va beh, mi mancherà la terribile musica ossessiva un po' film porno anni '80 un po' pop un po' niente, del tipo che mi sono sempre chiesta: ma certi cantanti/musicisti come cazzo campano, se in vita mia non ho MAI, dico MAI, incontrato nessuno che ha comprato un loro disco, quelle tizie tipo Lene Marlin che ti han buttato fuori un singolo 10 anni fa e bon, poi basta? Ebbene, queste tizie campano grazie ai diritti perché nei negozi c'è questa "music box" che mixa i loro improbabilissimi testi+musica, trasformando il tutto in una sorta di non-colonna sonora, quelle robe, per intenderci, che senti ma non ricordi; quelle robe che, uscita dal negozio in questione, non sei assolutamente in grado di ricordare se c'era musica, oppure no.
Comunque.
- gli uomini, quando devono acquistare un paio di mutande, ne tastano la tenuta con la mano a pugno infilata dentro. Ovvero: afferrano la mutanda con la sinistra, infilano la mano destra a pugno e danno due botte decise. Come se avessero tutti l'uccello di piombo, praticamente.
- gli uomini, anche quelli alti un metro e venti, NON acquistano mutande taglia Small.
- le donne evidentemente in sovrappeso che ti chiedono una taglia piccola sono state spesso menzionate, aggiungerei quelle che riescono, restringendosi tutte (trattenendo il fiato, stringendo fortissimo le chiappe) a entrare in un taglia 38 pur avendo una 46, a indossare il vestito e che poi ti guardano con aria trionfante, come per dire: "Visto? Avevo notato la tua faccetta basita da commessa stronza, sai, quando ti ho chiesto la 38! Vedi un po' se non mi va!". La domanda che mi pongo è: ma poi tu vai in giro tutto il giorno così? Che se ti parte uno starnuto ti si strappa tutto da dosso tipo "Hulk" quando si incazza?
- le donne che sentono all'improvviso un disperato bisogno di una maglietta, di solito sono attratte come mosche dai negozi in chiusura. Le donne che hanno sudato terribilmente, di solito sono attratte come mosche dalla prova di magliette in camerino.
- le donne che entrano in negozio per cazzeggiare, con l'aria annoiata, che parlano al telefonino e con estrema nonchalance ti disfano pile e pile di magliette appena piegate, ma non per osservarne modello e taglia: no, loro afferrano la maglietta e la buttano di lato della pila, sempre parlando al telefonino. Di solito hanno anche un'aria sprezzante.  Una sorta di riflesso spontaneo.
- quando ero piccola non volevo mai andare in giro a fare acquisti con mia madre, perché, arrivati al momento del pagamento, fossimo alla Rinascente o da Peppina sotto casa, mia mamma CHIEDEVA LO SCONTO; io volevo seppellirmi. Ebbene, questi personaggi esistono tutt'ora, e sono tanti.
- in questo periodo meritano menzione i gruppi di pellegrini che visitano Roma, che entrano indossando la maglietta "Lourdes" con il piglio di uno che indossa una maglietta dei Ramones, e che han solo bisogno di sedersi, mica comprano qualcosa.
- esistono donne lontane anni luce dal gusto, ma del tipo che ti chiedi di quale forma di malattia mentale soffrano perché in realtà il loro non è abbigliarsi, ma provocare, e non nel senso sessuale del termine: moderne Calamity Jane alte 120 cm in stivali texani che spuntano da un tripudio di rouches, pupazzetti attaccati al telefonino, reggiseni con la spallina in silicone che segnano spalle abbronzatissime, zeppe improbabili che ti fanno sembrare quelle basi in piombo a cui i venditori di palloncini attaccano la merce. Il tutto in aggiunta a terrificanti unghioni spessi e rozzi e brillantinati, righe del culo in esposizione, panze flaccide, finte borse Vuitton su tute di vellutino dagli improbabili colori made in bancarella...

Mi mancherà, questo lavoro.

giovedì 17 marzo 2011

FENOMENI DI COSTUME

Stavo cercando qualche film che mi ispirasse, oggi pomeriggio vorrei andare al cinema. Esiste una spiegazione logica al fatto che, a cadenza regolare, esca al cinema un film dove:
1) C'è una bella e brava e di aspetto semplice ballerina incompresa; è povera e fa la cameriera.
2) La bella e brava ballerina di aspetto semplice è dotatissima di talento ma solo un paio di persone credono in lei.
3) Alla fine la bella e brava ballerina di aspetto semplice si innamora, ricambiata, del guy di turno bello, di gusti semplici, che crede in lei e, contemporaneamente, vince qualche strano concorso per ballerine stracciando rivali bionde e perfide e dotate di talento.
Esiste anche un'alternativa.
1) C'è una squadra di scapestrati di quartiere, tutti buoni e di aspetto semplice, poveri, che ballano benissimo ma nessuno crede in loro. Nessuno li finanzia.
2) Di solito c'è un insegnante disilluso per qualche sua tragedia personale, di solito alza un po' il gomito e ha sempre un cartone della pizza aperto in casa, buttato lì, con un solo triangolo di pizza ormai fredda, “malòta”, e qualche lattina di birra accartocciata. All'inizio non ha intenzione di allenare nessuno, ma poi il richiamo della dance diventa troppo forte.
3) Alla fine la squadra di scapestrati di quartiere, tutti buoni e di aspetto semplice, vincono qualche strano concorso stracciando squadre di rivali pieni di soldi e attrezzature e costumi fighissimi con il solo talento. L'allenatore disilluso si riprende e torna a vivere e gioire.
Tra l'altro, curiosando qua e là sui siti di Cinema, mi capita davanti la faccia di questo tizio e mi viene in mente che ieri camminavo per Roma e mi chiedevo come sia possibile che, ormai, quasi tutti i maschi sotto i trenta (ma esiste anche qualche esemplare al di sopra di ogni sospetto, ultratrentenne) si depilano in quel modo ridicolo le sopracciglia, assumendo quell'aria un po' Ken di borgata e quell'espressione stupida e stupita. Esistono numerose varianti a questo scempio, ci sono quelli che addirittura se le fanno sottilissime e ad archetto un po' Marlene Dietrich, quelli che cercano di assumere un'aria cool e maschia giocando sulla forma, quelli che abbinano le sopracciglia curatissime a un bel ciuffo aplomb, QUELLI CHE SI FANNO UNA FINTA CICATRICE. Basta. Veramente, dai, non è possibile, IO DICO BASTA.

UH! Buon compleanno Italia.

sabato 12 marzo 2011

Si tende all'idiozia.

I must have dell' Autunno Inverno 2010 2011! Una cosa è certa tra le diverse tendenze partorite: la donna sarà iperfemminile e indosserà capi meno eccentrici, più pratici e seducenti! Anche perché la crisi si sente, e per spingere una donna a comprare bisogna invogliarla, niente di meglio che farlo esaltando la sua femminilità!

Basta diete. La nuova donna lanciata dalle passerelle di moda parigina la vuole con un corpo morbido e sinuoso: seno prosperoso, vita sottile, e fianchi abbondanti. Il tutto fasciato da gonne che lambiscono i polpacci. La Miss "Perbenino" non ha 20 anni, è matura e burrosa, una bella mamma con il volto di Laetitia Casta, di 32 anni.

(testi estratti da famosi magazine on line di moda)

Ecco, io ci terrei subito a mettere le cose in chiaro su me, che sto scrivendo, onde evitare i soliti pregiudizi sul fatto che se critichi certe cose e magari sei pure un po' animalista e comunista allora devi per forza essere una racchia malcurata e trascurata che porta in giro il cane legato alla corda. Ecco, io non credo d'esser così. Io amo l'estetica, il bello, la raffinatezza; probabilmente non amo il lusso. E queste frasi, che leggo qua e là (perché di magazine e blog sulla moda ne leggo un bel po', e mi piacciono anche), mi fanno incazzare come una bestia.

La crisi. Per spingere una donna a comprare bisogna invogliarla. Vallo a dire a una cassaintegrata o a una disoccupata. Le basterebbe un lavoro decente, per togliersi lo sfizio di una bella borsa.  Non abbassare i prezzi, ma "invogliarla"; io mi ci incazzo, perché tutto questo corrisponde al vero. Conosco un sacco di donne che si dilapidano i risparmi per una gonna o una borsa o, peggio, per un'IMITAZIONE di una borsa che, in quanto tale, può costare anche un centone dal senegalese sul lungomare. Poi non importa se il consumo critico va a farsi fottere perché la borsa in questione, originale o no, ben che vada è stata cucita in uno scantinato da qualche poveraccio senza la minima tutela sindacale.
Quindi, io oserei un "Per spingere una CRETINA a comprare bisogna invogliarla", se di crisi si sta parlando.
Ma parliamo un attimo anche della questione estetica, del gusto. La Metro, le strade, di periferia e del centro, sono invase da queste fantasie Vuitton e Martini e Gucci de noantri, portate in maniera disinvolta con tute, frange, brillantini, unghie finte lunghissime, accozzaglie di orrori vari che varrebbe la pena approfondire, eserciti di Simone Venture con la crescita e gli stivali infilati su pantaloni che coprono gambe lunghe 30 cm e larghe 40. Dubito che, sul totale, più di due o tre borse/cappellini/foulard e co. siano originali. Il resto è fuffa, mal portata, triste. Scarica dalla donna che porta 'ste robe la responsabilità del gusto personale, dell'impegno, della scelta dal guardaroba: "Questo va di moda, e io me lo metto".
Eviterei di parlare delle poveracce che vanno in giro per il quartiere con il cane in borsa come se fosse un accessorio da ricoprire di swarovski e orrori rosa confetto, magari abbinandolo alla borsa della spesa in very plastica e a un bell'occhiale-mascherina che fa molto "mi sono appena fatta il ritocchino e non posso scoprire la faccia". Evito perché sono un'animalista e darei una martellata in testa a chi ha lanciato 'sta moda e a chi la porta avanti, e perché, veramente, certe cose fanno male agli occhi e all'anima.

E ora parliamo del corpo morbido e sinuoso e burroso evviva le forme e la donna mediterranea. Almeno una volta alla settimana, ti saltano discorsi di questo tipo: subito dopo saltano fuori, come un coniglio dal cilindro, le Casta, le Ferrilli, la Arcuri. la Cucinotta. Nell'immaginario di chi scrive di moda, praticamente, l'attrice burrosa e formosa e vivalerotondità è un alta minimo 1.70, con un culetto un po' più accennato e due tette così. Io mi guardo allo specchio, dal basso del mio 1.65, mi guardo la pancetta e la cellulite e penso: "Minchia, alta e slanciata no, ma manco un po' burrosa posso essere?". Assegnano alle parole significati e modelli che non appartengono loro con l'ovvio scopo di farci sentire inadeguate. Guardatela, la Casta, quanto è cicciottella:

praticamente questa non solo ha sculato, nascendo phyga stratosferica, peserà sì e no 50 chili ma c'ha due tette così, in più ora diventa anche l'icona e la rappresentante della donna normale, con l'ormone giusto in circolo, che, se le va, si concede un bel piatto di pasta in più e un bel bicchierone di vino.
Ma vaffanculo. (non a te, Casta, che nemmeno mi stai antipatica. A chi ti usa per sparare cazzate).
Buon week end a tutti.

Colonna sonora della mattinata:
Massimo Volume-Cattive Abitudini.
Baustelle-Sussidiario illustrato della giovinezza
Appropò: il nuovo Radiohead è qualcosa di agghiacciante. Rottura di coglioni purissima, quasi un capolavoro nel suo genere.

domenica 27 febbraio 2011

Evvai. Sono ancora indecisa sull'estinzione dell'umanità.

Giornataccia.
Fa freddo, non c'è sole. Oggi non ci sono scuse, tocca tirarsi su le maniche e pulire.
Sorseggio un caffè e leggo le notizie in rete.
A Catanzaro, la preside di una scuola ha cercato la complicità degli alunni per isolare un compagno, reo di essere Down: "Non ditegli che andiamo in gita, altrimenti vuol venire anche lui, ma tanto non capisce niente".

Okay, ennesima dimostrazione che quando favoleggio sull'estinzione dell'umanità, me compresa, non è che lo faccio perchè vedo tutto nero o sono una pessimista di natura. Anzi, non lo sono affatto.

Ecco, però succede anche l'opposto:
I Compagni e le Compagne di scuola di questo ragazzino forse non capiscono niente neanche loro, ma col cazzo che hanno accettato e han fatto un macello per far sapere a tutti che cazzo di preside si ritrovano.

Okay, ennesima dimostrazione che a volte mi sbaglio sull'umanità.

Però oggi è anche domenica, e nel pomeriggio la tv mostra il meglio di sè, con questi programmi presentati da tettone sulla cinquantina che intervistano e approfondiscono i drammi sentimentali di adolescemi con il petto e le sopracciglia depilate, e sono sicura: cambierò ancora idea.

Diciamolo, suvvia, ammettiamolo: a tutti noi preme sapere se l'altra tizia, in albergo, fuori dagli Studi del Grande Fratello, se l'è scopata oppure no.
Ah, sì, seguo il Grande Fratello e mi diverto un sacco.

La colonna sonora di oggi:
WOW, Verdena
And you will know us by the Trail of Dead, Tao of the Dead
L'imbarazzo, Tricarico

I buoni propositi di oggi:
Non incazzarmi troppo.
Preparare muffins senza burro.
Dare una pulita a casa.