giovedì 17 marzo 2011

FENOMENI DI COSTUME

Stavo cercando qualche film che mi ispirasse, oggi pomeriggio vorrei andare al cinema. Esiste una spiegazione logica al fatto che, a cadenza regolare, esca al cinema un film dove:
1) C'è una bella e brava e di aspetto semplice ballerina incompresa; è povera e fa la cameriera.
2) La bella e brava ballerina di aspetto semplice è dotatissima di talento ma solo un paio di persone credono in lei.
3) Alla fine la bella e brava ballerina di aspetto semplice si innamora, ricambiata, del guy di turno bello, di gusti semplici, che crede in lei e, contemporaneamente, vince qualche strano concorso per ballerine stracciando rivali bionde e perfide e dotate di talento.
Esiste anche un'alternativa.
1) C'è una squadra di scapestrati di quartiere, tutti buoni e di aspetto semplice, poveri, che ballano benissimo ma nessuno crede in loro. Nessuno li finanzia.
2) Di solito c'è un insegnante disilluso per qualche sua tragedia personale, di solito alza un po' il gomito e ha sempre un cartone della pizza aperto in casa, buttato lì, con un solo triangolo di pizza ormai fredda, “malòta”, e qualche lattina di birra accartocciata. All'inizio non ha intenzione di allenare nessuno, ma poi il richiamo della dance diventa troppo forte.
3) Alla fine la squadra di scapestrati di quartiere, tutti buoni e di aspetto semplice, vincono qualche strano concorso stracciando squadre di rivali pieni di soldi e attrezzature e costumi fighissimi con il solo talento. L'allenatore disilluso si riprende e torna a vivere e gioire.
Tra l'altro, curiosando qua e là sui siti di Cinema, mi capita davanti la faccia di questo tizio e mi viene in mente che ieri camminavo per Roma e mi chiedevo come sia possibile che, ormai, quasi tutti i maschi sotto i trenta (ma esiste anche qualche esemplare al di sopra di ogni sospetto, ultratrentenne) si depilano in quel modo ridicolo le sopracciglia, assumendo quell'aria un po' Ken di borgata e quell'espressione stupida e stupita. Esistono numerose varianti a questo scempio, ci sono quelli che addirittura se le fanno sottilissime e ad archetto un po' Marlene Dietrich, quelli che cercano di assumere un'aria cool e maschia giocando sulla forma, quelli che abbinano le sopracciglia curatissime a un bel ciuffo aplomb, QUELLI CHE SI FANNO UNA FINTA CICATRICE. Basta. Veramente, dai, non è possibile, IO DICO BASTA.

UH! Buon compleanno Italia.

sabato 12 marzo 2011

Si tende all'idiozia.

I must have dell' Autunno Inverno 2010 2011! Una cosa è certa tra le diverse tendenze partorite: la donna sarà iperfemminile e indosserà capi meno eccentrici, più pratici e seducenti! Anche perché la crisi si sente, e per spingere una donna a comprare bisogna invogliarla, niente di meglio che farlo esaltando la sua femminilità!

Basta diete. La nuova donna lanciata dalle passerelle di moda parigina la vuole con un corpo morbido e sinuoso: seno prosperoso, vita sottile, e fianchi abbondanti. Il tutto fasciato da gonne che lambiscono i polpacci. La Miss "Perbenino" non ha 20 anni, è matura e burrosa, una bella mamma con il volto di Laetitia Casta, di 32 anni.

(testi estratti da famosi magazine on line di moda)

Ecco, io ci terrei subito a mettere le cose in chiaro su me, che sto scrivendo, onde evitare i soliti pregiudizi sul fatto che se critichi certe cose e magari sei pure un po' animalista e comunista allora devi per forza essere una racchia malcurata e trascurata che porta in giro il cane legato alla corda. Ecco, io non credo d'esser così. Io amo l'estetica, il bello, la raffinatezza; probabilmente non amo il lusso. E queste frasi, che leggo qua e là (perché di magazine e blog sulla moda ne leggo un bel po', e mi piacciono anche), mi fanno incazzare come una bestia.

La crisi. Per spingere una donna a comprare bisogna invogliarla. Vallo a dire a una cassaintegrata o a una disoccupata. Le basterebbe un lavoro decente, per togliersi lo sfizio di una bella borsa.  Non abbassare i prezzi, ma "invogliarla"; io mi ci incazzo, perché tutto questo corrisponde al vero. Conosco un sacco di donne che si dilapidano i risparmi per una gonna o una borsa o, peggio, per un'IMITAZIONE di una borsa che, in quanto tale, può costare anche un centone dal senegalese sul lungomare. Poi non importa se il consumo critico va a farsi fottere perché la borsa in questione, originale o no, ben che vada è stata cucita in uno scantinato da qualche poveraccio senza la minima tutela sindacale.
Quindi, io oserei un "Per spingere una CRETINA a comprare bisogna invogliarla", se di crisi si sta parlando.
Ma parliamo un attimo anche della questione estetica, del gusto. La Metro, le strade, di periferia e del centro, sono invase da queste fantasie Vuitton e Martini e Gucci de noantri, portate in maniera disinvolta con tute, frange, brillantini, unghie finte lunghissime, accozzaglie di orrori vari che varrebbe la pena approfondire, eserciti di Simone Venture con la crescita e gli stivali infilati su pantaloni che coprono gambe lunghe 30 cm e larghe 40. Dubito che, sul totale, più di due o tre borse/cappellini/foulard e co. siano originali. Il resto è fuffa, mal portata, triste. Scarica dalla donna che porta 'ste robe la responsabilità del gusto personale, dell'impegno, della scelta dal guardaroba: "Questo va di moda, e io me lo metto".
Eviterei di parlare delle poveracce che vanno in giro per il quartiere con il cane in borsa come se fosse un accessorio da ricoprire di swarovski e orrori rosa confetto, magari abbinandolo alla borsa della spesa in very plastica e a un bell'occhiale-mascherina che fa molto "mi sono appena fatta il ritocchino e non posso scoprire la faccia". Evito perché sono un'animalista e darei una martellata in testa a chi ha lanciato 'sta moda e a chi la porta avanti, e perché, veramente, certe cose fanno male agli occhi e all'anima.

E ora parliamo del corpo morbido e sinuoso e burroso evviva le forme e la donna mediterranea. Almeno una volta alla settimana, ti saltano discorsi di questo tipo: subito dopo saltano fuori, come un coniglio dal cilindro, le Casta, le Ferrilli, la Arcuri. la Cucinotta. Nell'immaginario di chi scrive di moda, praticamente, l'attrice burrosa e formosa e vivalerotondità è un alta minimo 1.70, con un culetto un po' più accennato e due tette così. Io mi guardo allo specchio, dal basso del mio 1.65, mi guardo la pancetta e la cellulite e penso: "Minchia, alta e slanciata no, ma manco un po' burrosa posso essere?". Assegnano alle parole significati e modelli che non appartengono loro con l'ovvio scopo di farci sentire inadeguate. Guardatela, la Casta, quanto è cicciottella:

praticamente questa non solo ha sculato, nascendo phyga stratosferica, peserà sì e no 50 chili ma c'ha due tette così, in più ora diventa anche l'icona e la rappresentante della donna normale, con l'ormone giusto in circolo, che, se le va, si concede un bel piatto di pasta in più e un bel bicchierone di vino.
Ma vaffanculo. (non a te, Casta, che nemmeno mi stai antipatica. A chi ti usa per sparare cazzate).
Buon week end a tutti.

Colonna sonora della mattinata:
Massimo Volume-Cattive Abitudini.
Baustelle-Sussidiario illustrato della giovinezza
Appropò: il nuovo Radiohead è qualcosa di agghiacciante. Rottura di coglioni purissima, quasi un capolavoro nel suo genere.